San Rocco, patrono di Acquaro – Culto e tradizioni

Autore: Prof. Ferdinando Antonio Ierardo

Prof. Ferdinando Antonio Ierardo Nato a Dasà (VV), residente dal 1969 ad Acquaro, laureato in Lettere Classiche, ha prestato per quattro anni servizio come Istitutore presso i Convitti Nazionali di Vibo Valentia e di Reggio Calabria. Negli anni ’60 è stato corrispondente del quotidiano “ROMA”. Dall’anno scolastico 1965/66 ha insegnato ininterrottamente Materie Letterarie presso la Scuola Media Statale di Acquaro. Dal 1997 ha ricoperto per tre anni l’incarico di Dirigente Scolastico presso la Scuola Media “I. Larussa” di Serra San Bruno. Attualmente svolge attività teatrali insieme ad un gruppo di giovani, con cui ha fondato 14 anni fa la Compagnia Teatrale “Amici del Teatro”. E’ autore, insieme al fotografo Citino Rocco, del volume: “Acquaro-Memoria Storica Attraverso l’Immagine”, pubblicato nel 2008.

Dedica

A tutti i cittadini acquaresi che, nel corso degli anni, costituiti in Comitati, si sono prodigati con grande spirito di sacrificio per organizzare la festa di San Rocco.

Prefazione

L’intento di questo mio lavoro è di elaborare una monografia sul Santo più amato e venerato nel paese di Acquaro, San Rocco, e rinsaldare i vincoli degli Acquaresi residenti con coloro che, costretti ad emigrare, conservano nostalgicamente nell’animo un amore filiale non solo verso il paese, ma anche e soprattutto verso il nostro Santo Protettore.
Ritengo inoltre che la presente monografia contribuirà a far conoscere in modo più completo ed approfondito la storia, il culto e l’espandersi della devozione.
In questi tempi, percorsi da inquietanti impulsi di violenza e dal venir meno di una sincera e disinteressata fraternità, riproporre all’attenzione uno dei grandi modelli di carità, che la Chiesa ci addita come esempio da imitare, potrà servire almeno ad emanciparci da una mentalità consumistica.
Fin dai primi anni della mia fanciullezza ho avuto l’opportunità di trascorrere ad Acquaro lunghi periodi dell’anno. Le frequenti visite ai nonni materni, soprattutto nei mesi estivi, mi avevano consentito di stringere amicizia con diversi miei coetanei, con cui spesso trascorrevo piacevoli ed indimenticabili giornate nelle vie del paese. Il periodo più intensamente vissuto era, senza dubbio, quello che coincideva con la festa di San Rocco, la terza domenica di settembre, all’inizio dell’autunno. A questo importante appuntamento non mancavano numerosissimi gli emigranti, che ritornavano al paese natio per riabbracciare i propri cari. Le strade pullulavano di gente: uomini, donne, giovani, specialmente  ragazzi  che si incorrevano schiamazzanti nelle vie e tra gli stretti vicoli; era un vociare un po’ ovunque, che si smorzava al calare della sera a causa della scarsa illuminazione. Da qualche decennio se quel flusso di ritorno temporaneo degli emigranti è andato scemando, ciò non è da attribuire al venir meno della devozione a San Rocco ed alle tradizioni paesane, ma al verificarsi di mutate situazioni familiari e lavorativo-economiche.
Tuttavia l’emigrazione non ha cambiato per certo i sentimenti delle persone; Acquaro e San Rocco sono stati e rimarranno sempre punti di nostalgico riferimento per chi vive in terre lontane. Infatti, si può affermare che il paese d’Acquaro s’identifica con il culto di San Rocco. E’ noto l’aforisma: “Santu Ruaccu d’Acquaru”, significando che il Santo ed il paese sono un’unica identità. D’altronde ogni paese, ogni comunità nutre predilezione per particolari tradizioni, personaggi, sagre, feste e santi, ad esempio a Dasà “la Madonna della Consolazione”, a Dinami “la Madonna della Catena”, ad Arena “la Madonna delle Grazie e San Michele” e via dicendo. Questo libro è frutto di un lungo lavoro di ricerca e di sistematico studio sulla vita di San Rocco, con particolare riferimento alla diffusione del culto, ai festeggiamenti, alle tradizioni, canti, devozione, folklore, messi in atto dai nostri avi e che ancora oggi, anche se con minore incisività continuano ad essere tramandati da una generazione all’altra.
Non è stato facile estrapolare, confrontare e sintetizzare informazioni interessanti e storiche, in quanto il materiale cartaceo, costituito da numerose monografie, libri, articoli, recensioni e cronache, concernenti il grande ed universale taumaturgo di Montpellier, è vastissimo. E’ stata quindi prevalente la ricerca delle fonti e delle notizie più attendibili. La narrazione, concepita in modo da presentare al lettore un insieme di dati, notizie e considerazioni, che possano offrirgli una visione chiara e completa, arricchita da specifici approfondimenti settoriali, è rigorosamente contenuta entro i limiti di ciò che è stato scritto, tramandato e riferito nei saggi di famosi ed importanti studiosi, come Paolo Ascagni(1), Francesco Diedo(2), Pierre Bolle, il Pins(3), l’autore degli “Acta Breviora”(4) e tanti altri.
Tutti i fatti ed avvenimenti sono molto significativi, perché incastonati in un periodo di grande turbamento spirituale ed esistenziale, in altre parole del triste, lungo e luttuoso flagello della peste in Europa. La carismatica figura del nobile discendente della famiglia Delacroix si erge a protagonista durante il Medioevo, periodo di dubbi ed incertezze tra lutti, dolore e morte.
Il santo pellegrino diviene ben presto molto popolare; il suo culto si diffonde rapidamente. Ciò è testimoniato dal vastissimo e ricchissimo materiale iconografico, dalle numerosissime chiese, confraternite e oratori a lui dedicati. Sono trascorsi sette secoli, ma il tempo non ha mutato minimamente quella profonda devozione emersa subito dopo la sua morte, soprattutto tra le società rurali, che lo invocavano come protettore contro i morbi che appestavano il bestiame.
La figura di San Rocco, la sua missione, quanto mai attuale nella nostra società odierna, spesso regolata dall’egoismo e dall’indifferenza, suscita un senso di fascino, d’attrattiva, soccorre nel dolore, infonde fiducia e speranza nel bisogno; la causa va ricercata nella sua umanità e semplicità. San Rocco inoltre, come pellegrino di Dio, c’insegna ad intraprendere un cammino di conversione, orientato verso la ricerca della fraternità e carità cristiana.
Sull’esempio di San Rocco anche il volontariato, che ha oggi radici in tutte le parti del mondo, svolge attività di solidarietà, d’altruismo, aiutando ed assistendo quelle persone che versano in condizioni di disagio.
Mi auguro che questo lavoro, corredato anche da immagini inedite, possa contribuire a tenere sempre desto il culto del nostro Santo Protettore, radicato ormai nell’animo della popolazione acquarese da centinaia di anni.
Sono grato al parroco, Don Rosario Sac. Lamari, per avermi concesso di consultare i registri dell’archivio parrocchiale di Acquaro, a tutti quelli che mi hanno spontaneamente e  generosamente fornito materiale, il fotografo Rocco Citino, Domenico Giofrè, curatore del sito www.acquaro.net, il giovane Valentino Scarmozzino, il sig. laconis Domenico (Northcote – Melbourne) ed a quanti, con suggerimenti ed interessanti informazioni, hanno contribuito alla realizzazione del presente lavoro.

(1) Paolo Ascagni – Direttore del Comitato Internazionale storico-scientifico per gli studi su San Rocco e la storia medioevale.
(2) Francesco Diedo, giurista veneziano, governatore di Brescia, autore del testo “Vita Sancti Rochi”, pubblicato nel 1479.
(3) Jean Pins, vescovo di origine francese, per diffondere la conoscenza di Rocco di Montpellier, scrisse nel 1516 “Vita Sancti Rochi”, pubblicata a Venezia.
(4) Acta Breviora: una raccolta in cui è descritta la vita dei Santi, pubblicata nel 1483.

L’Autore

Indice del libro

Prefazione 5
L’ambiente 11
La vita 15
Montpellier 25
Pellegrino di Dio 29
Simboli iconografici 37
La statua 41
Il cane 49
La peste 53
“Eris in peste Patronus” 57
Il culto 59
Agiografi e fonti 63
Indicazini peculiari delle feste 67
La fiera del bestiame 71
La festa 75
Tradizioni 95
Gli ex voto 97
Il folklore 105
Le offerte 107
Gli incanti 109
Il Comitato pro festa 113
Le licitazioni 119
La svestizione 121
Le bande musicali 127
San Rocco e i santi ausiliatori 131
Pienezza della grazia di Dio 133
San Rocco nell’arte 137
Rito liturgico 143
Preghiere e canti 147
Conclusione 159

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