Echi dei festeggiamenti in onore di S. Rocco ad Acquaro

Gazzetta del Sud del 24 ottobre 1955

Si è spento da poco l’eco della tradizionale festa acquarese di San Rocco e già il popolo pensa, come avviene sempre all’indomani delle ricorrenze gradite, a quella del prossimo anno.
La festa di quest’anno è indubbiamente riuscita, anche se all’ultimo momento si è dovuta spostare di due giorni per il mancato arrivo della banda musicale di Salice Salentino. In compenso però abbiamo avuto l’orchestra lirico-sinfonica «Città di Venezia» che ha fatto affluire nei giorni di festa in Acquaro un gran numero di persone dai paesi vicini, anche per la novità della specie.
Sembrava che la pioggia, che cade quasi continua da più di due mesi sulla nostra zona rovinando i raccolti dell’uva e delle olive, volesse mettere il suo zampino poco gradito anche in quei giorni di festa; ma poi, proprio per quei soli giorni l’acqua non è caduta ed il popolo, cui piace una interpretazione soprannaturale e secondo i propri sentimenti a certe cose, già dice che il miracoloso Santo di Montpellier non avrebbe potuto mai permettere che la sua festa cadesse sotto il segno della pioggia.
La festa ha avuto un buon inizio con proiezione all’aperto di due films: «La Nemica» dall’omonimo celebre dramma di Niccodemi e «La regina della Sierra Morena».
Successivamente ha avuto luogo, poi la «Fiera di Merci e Bestiame» che il Comune cerca di incrementare ogni anno istituendo premi vari per i venditori ed espositori. Alla manifestazione quest’anno è intervenuta molta gente con qualche buon esemplare bovino di razza svizzera e stella alpina. Però non sono scesi i pastori della nostra montagna con i loro animali, che preferiscono portare a fiere lontane come quelle di Laureana o di Mileto non sappiamo per quale ragione. Tra le bancarelle abbiamo notato la mancanza dei venditori dello scorso anno, che pure, a quanto ci risulta, avevano fatto ottimi affari.
Abbiamo letto inni e ringraziamenti per l’ottima riuscita della festa ad organizzatori e non, che certamente hanno contribuito e lavorato per essa: ma nessuno, ci sembra, si è ricordato di chi l’ha voluta, la vuole e la vorrà sempre migliore e, soprattutto, la finanzia largamente per la maggior gloria del Santo di Montpellier il popolo acquarese ed in special modo gli emigrati, i quali in qualsiasi parte del mondo si trovino per ragioni di lavoro ogni anno ricordano il loro Patrono inviando cospicue somme di danaro. A loro, che in terra straniera operano tra immensi sacrifici per benessere dei cari parenti che qui hanno lasciato, vada il saluto e l’augurio di chi in Patria li ama e li attende.

E. F.

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